4 strategie per raggiungere gli obiettivi, sul serio

Spoiler: raggiungere gli obiettivi è possibile e la motivazione è decisamente sovrastimata!

Cambiare comportamento è complicato. Possiamo essere animali abitudinari e spesso siamo estremamente resistenti al cambiamento. Specie se c’è da fare fatica!

La buona notizia? Conoscere il modo in cui siamo fatti e (s)ragioniamo, ci può aiutare.

Perché oggi, grazie al contributo delle scienze comportamentali, sappiamo che assecondare le nostre naturali tendenze funziona molto meglio che sforzarsi di combatterle ad ogni costo.

Ecco cosa sappiamo in merito al raggiungimento degli obiettivi:

  • Tendiamo ad attribuire i comportamenti che non ci piacciono (o dei quali vorremmo liberarci) al nostro vecchio io, e quelli a cui aspiriamo al nuovo io.
    Quindi diciamo frasi come “ho mangiato troppo” oppure “ho speso troppo” come se questi comportamenti appartenessero già al passato e a pensare al nostro io futuro come migliore di quello passato.
  • Tendiamo ad utilizzare punti di riferimento temporali. Più sono personali, più sono importanti e ci motivano al cambiamento.
    Qualche esempio? Il nostro compleanno. L’inizio o la fine di una relazione. L’1 gennaio del nuovo anno.
  • La motivazione tende ad affievolirsi man mano che ci si allontana da quel punto di riferimento temporale e dalla decisione iniziale di cambiare. Soprattutto se non si vede qualche risultato tangibile nel breve termine. Inoltre, sappiamo anche che il nostro autocontrollo è variabile nel tempo e la motivazione da sola non è sufficiente.

Dunque cosa possiamo fare?
Ecco quattro strategie per raggiungere gli obiettivi, sul serio.

1) Fare chiarezza e lavorare per priorità

Lavorare su noi stessi è già abbastanza difficile, perché complicarsi la vita tentando (inutilmente) di lavorare su più fronti contemporaneamente? Lavorare sul cambiamento e sull’acquisizione di nuove abitudini più funzionali è già abbastanza complesso.

Sovraccaricarsi rischia di essere controproducente, diventando la scusa perfetta per arrendersi e tornare alle vecchie abitudini e ai vecchi schemi comportamentali. Proprio come una dieta troppo restrittiva che ti mette a dura prova da punto di vista psicologico e alla fine rinunci.

Evita di lavorare su diversi obiettivi, concentrati su uno alla volta, a partire dal più importante per te in questo momento.

2) Lavorare sull’ambiente

Le scienze comportamentali ci dicono che le informazioni, da sole, non sono sufficienti a motivare il cambiamento.

Se fosse così, come si spiegherebbe che le persone fumano, nonostante l’evidenza dei danni per la salute? E perché non si fermano con il semaforo rosso anche se conoscono le potenziali conseguenze? Perché inviano messaggi mentre guidano, pur conoscendo i rischi? Perché spendono al di sopra delle proprie possibilità?

Potrei andare avanti ma credo sia chiaro: è evidente che le informazioni non bastano a motivare il cambiamento. Dobbiamo volerlo davvero e, che ci piaccia ammetterlo o meno, dobbiamo lavorare sull’ambiente che ci circonda.

Il contesto è fondamentale al raggiungimento degli obiettivi. Sia inteso come contesto ambientale nel quale viviamo, sia come persone con le quali interagiamo.

Un esempio banale? Se sto cercando di non mangiare cioccolato, averne nella dispensa non aiuterà. Avere un sacchetto aperto di snack al cioccolato sulla scrivania, ancora meno.

Al contrario, se voglio mangiare sano, coinvolgere partner e familiari e chiedere il loro supporto potrebbe fare tutta la differenza. Se sto cercando di allenarmi, posso frequentare persone che si allenano già seriamente. Se sto cercando di spendere meno, posso evitare di portare con me bancomat o carte di credito, o al massimo solo una ricaricabile precaricata con l’importo predefinito che posso spendere.

Forse stai pensando che è ovvio e lo sanno tutti.

Ci sta. Spesso le cose più semplici sono anche le più efficaci e le più giuste da fare.

Tuttavia non è detto che siano quelle più facili da fare. Grazie anche a tutte le scuse che ci raccontiamo per fare quello che ci va di fare o che siamo più abituati a fare.

3) Provare con le nano azioni

Una volta stabilità la tua priorità, lavora a ritroso: dividi tutto in piccole azioni che sono talmente piccole da fare da non avere scuse. Queste azioni – o micro azioni – sono semplici e rapide da svolgere. Ad esempio: se il tuo obiettivo è riordinare le tue finanze, puoi dividere tutto in 15 piccole azioni, semplici da svolgere come comprare un raccoglitore, riordinare le bollette ecc.
>>> Se vuoi saperne di più, trovi la mia agenda 1515 qui. <<<

Se sei particolarmente resistente, prova a partire da delle nano azioni. Una nano azione è un’azione ridotta al minimo, letteralmente impossibile da non portare a compimento.

Ad esempio: se il tuo obiettivo è di leggere 20 libri l’anno e la cosa ti spaventa e ti concentri sulle difficoltà, perché non provi a decidere di leggere 5 pagine al giorno? Chiunque può trovare il tempo di leggere 5 pagine. Si tratta di una cosa facile e veloce da fare,che comporta zero pressione.

E sai cosa può accadere? Che se ciò che stai leggendo ti piace, potresti trovarti a proseguire e leggere qualche pagina in più. E se anche non accadesse, leggere 5 pagine al giorno è molto meglio che non leggere tormentandosi perché “non ho tempo” e “non riesco”. Per poi sentirsi in colpa per non aver fatto nulla al riguardo.

In caso tu voglia provare, ecco le caratteristiche di una nano azione:

  • Si tratta di un’azione che contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo ma è slegata dall’aspettativa del risultato finale. Non c’è emotività.
  • È talmente semplice da fare, da risultare praticamente impossibile da non fare.
  • Si può portare a termine in qualsiasi situazione e con ogni stato d’animo.
  • È giornaliera.
  • È personalizzata, tarata sulle tue esigenze per essere sostenibile.
  • Ha una scadenza e non va rimandata o annullata.

Una volta che hai definito una nano azione, non puoi cambiarla in corso d’opera. Eventualmente la puoi modificare se ti accorgi che non è una nano azione e va scomposta ulteriormente. Te ne accorgerai perché non riuscirai a portarla a compimento eppure se noti che c’è dell’aspettativa e che ti senti emotivamente coinvolto/a.

4) Ricordare che i punti di riferimento temporali esistono solo nella nostra mente

Come abbiamo visto, abbiamo la tendenza ad utilizzare punti di riferimento temporali che sono più efficaci tanto più sono personali.

Il fatto che in qualche modo funzionino per noi, non toglie che sono comunque punti immaginari, che esistono solo nella nostra mente. Siamo noi ad attribuirgli tutto questo potere. E finché ci è utile, ben venga. Il problema si pone nel momento in cui questi punti diventano un limite o una scusa.

Ad esempio: una giornata di sgarro dalla dieta e allora butti tutto all’aria “tanto ormai!”.

Tanto ormai niente. Se ti accorgi di esserti allontanato/a dall’obiettivo, scegli il prossimo punto di riferimento temporale e riparti da dove avevi interrotto. Non serve ricominciare ogni volta da zero!

Il calendario è pieno di punti di riferimento temporali. E poi ricorda: tu hai il potere di creare il tuo quando vuoi! Che ne dici di “lunedì” oppure di “il giorno dopo lo sgarro cosmico che non voglio fare mai più”?!

Insomma, sto cercando di dirti che se nell’anno nuovo ti perderai lungo la strada non serve aspettare il primo gennaio dell’anno successivo. Puoi ripartire subito!

Piuttosto… sei pronto/a a fare chiarezza e decidere da quale obiettivo vuoi partire?

Giulia Fidilio, Financial Trainer


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